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Oltre i confini della grande tradizione napoletana o veneta, tradizione inserita giustamente a pieno titolo nella storia del teatro da grandi attori come Eduardo De Filippo o Cesco Baseggio, esistono zone se non proprio inesplorate, quantomeno poco battute o dimenticate. E il teatro in lingua genovese del grande Gilberto Govi è stato accantonato troppo in fretta.
Gilberto Govi. Ci ho riflettuto a lungo, non è una impresa semplice: il passaggio è molto stretto; perché da un lato non esiste una tradizione da tradire e d’altra parte il talento di questo grande primo attore caratterista, costituisce giocoforza un confronto tanto inevitabile quanto da evitare. Insomma pare proprio una specie di trappola.
Colpi di timone, poi, contiene anche elementi poetici, in qualche caso esistenziali e sicuramente un significato più profondo rispetto ad altri soggetti che Govi portò in scena. Giovanni Bevilacqua (il protagonista della vicenda) è un piccolo armatore, un vecchio lupo di mare, un uomo che si è fatto da sé. Costretto a sopportare le malversazioni e gli “affari sporchi” di un sistema economico corrotto, da cui vorrebbe prendere le distanze, soffre da qualche tempo di forti fitte dolorose allo stomaco; il professor Brunelli, primario d’ospedale e suo vicino di casa, esaminate le radiografie, gli comunica che ha pochi mesi di vita per una incurabile lesione all’aorta. Da quel momento Giovanni Bevilacqua inizia a dire tutto quello che sa, quello che pensa e a creare uno scandalo dietro l’altro, in un crescendo di risate amare… fino ad un inaspettato lieto fine.
Per tutte queste ragioni ho pensato di provare a… riprendere? O sarebbe meglio dire a… restaurare? … Rinnovare? … il suo teatro. Forse, più semplicemente… a metterlo in scena e basta. (Jurij Ferrini)

VENERDI’ 21 DICEMBRE 2018
Ore 21,00
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DEBUTTO STAGIONALE
COLPI DI TIMONE
Di Vincenzo La Rosa e Gilberto Govi
Regia: Jurij Ferrini
Con Jurij Ferrini, Rebecca Rossetti, Paolo Rocca, Claudia Benzi, Angelo Tronca, Matteo Alì, Igor Chierici
Produzione: Progetto U.R.T. / 48° Festival Teatrale di Borgio Verezzi