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MERCOLEDI’ 5 FEBBRAIO 2020
Ore 21,00
ABBONAMENTO CLASSICO
SEPARAZIONE
di Tom Kempinski
Regia di Marina Thovez, con Mario Zucca e Marina Thovez.
Produzione Ludus in Fabula.

La storia di Sarah, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, separati appunto… da un oceano. I due non si conoscono, ma il destino intreccia le loro esistenze.
Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama al telefono per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui se non fosse che lo scrittore, da tempo bloccato sulla pagina bianca, affetto da disturbi d’ansia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. E Sarah ha una particolarità che la rende in grado di identificarsi con la protagonista della commedia di Joe meglio di chiunque altro. Attraverso l’oceano e i fili del telefono tra i due nasce una sorprendente amicizia, e finalmente s’incontrano…
La vita è coraggio, ci dice l’autore, e “Separazione” è in realtà la storia di un commovente, fragile avvicinamento.
Separazione è una commedia originalissima: sono 8 telefonate, 8 momenti cruciali della vita dei due protagonisti, 8 gradini di conoscenza. In una struttura a episodi l’autore ci inchioda con un’altalena di sentimenti drammaturgicamente fortissima.
Nella vita siamo tutti separati: ogni piccolo egoismo, ogni paura, ogni trauma subito sono una barriera che ci allontana dagli altri e dalla felicità. Non possiamo eliminare le nostre debolezze, ma possiamo innamorarci dei difetti degli altri.
Kempinski usa humor e leggerezza; in questa messa in scena alla fissità dell’azione, cioè la ripetitività del gesto telefonico, si contrappone un’ambientazione che, grazie alla fantasia magnifica del grande scenografo Guglielminetti, racconta le due città e le due intimità senza veli: da un lato c’è Sarah, aperta alla vita, e la sua New York è la finestra sul mondo, con le luci dei grattacieli, il sole, il cielo, la notte. A Londra invece Joe si è recluso in un confortevole rifugio dal mondo cattivo, con cui non vuole avere contatti: un muro tagliafuoco, unico testimone delle sue abbuffate e dei suoi attacchi di panico, dopo che amici ed estro creativo l’hanno abbandonato.
Ma, per fortuna, c’è il telefono.