Il Premio Panseri vinto da Agnese Valle con “Come la punta del mio dito”

Agnese Valle, 31 anni, romana, ha vinto la terza edizione del Premio Mario Panseri alla Canzone d’Autore 2018″ con il brano”Come la punta del mio dito”. Al secondo posto, Stefano Marelli (Tortona) con “La bellezza del mondo” (menzione speciale della Giuria quale miglior cover del brano di Panseri) mentre al terzo posto si è classificato Cosimo Morleo (Torino) con “La Sposa”.

La brava cantautrice romana, della quale sta per uscire il terzo album, e che si è esibita accompagnata al pianoforte da Pino Marino, è laureata in clarinetto presso il conservatorio di Santa Cecilia di Roma e docente presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia di Roma e il Carcere di Sollicciano di Firenze per CO2, progetto di educazione all’ascolto nelle carceri ideato da Franco Mussida.
Oltre alla “Targa Panseri alla Canzone d’autore 2018”, vince una borsa di studio in denaro del valore di 500 euro, l’incisione gratuita di un brano presso il Green Fog Studio di Genova e la possibilità di esibirsi in qualità di ospite in una delle giornate/serate dei premi Tenco e Bindi, manifestazioni partner del concorso.
Padrino della rassegna e ospite d’onore è stato Morgan, al secolo Marco Castoldi, cantautore e polistrumentista già fondatore insieme ad Andrea Fumagalli dei Bluvertigo, che ha premiato i vincitori ed eseguito due brani al pianoforte: la struggente “Sulla spiaggia d’inverno” di Mario Panseri e la sua “Altrove”. Altro ospite speciale, il fondatore e leader dei New Trolls, il compositore e polistrumentistaVittorio De Scalzi, che si è concesso al pubblico in una breve intervista per poi passare al live, ove ha eseguito alcuni brani come “L’attesa”, “Letti” di Umberto Bindi e le sue “Una miniera” e “Quella carezza della sera”.


I due artisti hanno poi incantato la platea eseguendo a sorpresa – Morgan al piano e De Scalzi alla chitarra – due brani di Fabrizio De André, “Dormono sulla collina” e “Un giudice”. Un duetto improvvisato, nato nei camerini poco prima del loro ingresso in scena, dedicato a Faber, con il quale  De Scalzi suonò nell’album “Non al denaro non all’amore né al cielo” del ’71, mentre Morgan rilesse il 33 giri nel 2005, facendone il suo secondo album solista.
La Giuria, composta da Andrea Podestà (saggista e studioso della canzone d’autore), Vittorio De Scalzi (artista, qui per il Premio Bindi) Graziella Corrent (Club Tenco), Sabrina Napoleone, Cristina Nico e Valentina Amandolese (Lilith Festival), Lucia Campana (Premio città di Loano per la Musica Tradizionale), Ersilia Ferrante (operatrice culturale) e Martin Cervelli (Secolo XIX),  ha poi elogiato la bravura di tutti i finalisti: Davide Geddo (Albenga), Marco Francia (Cairo Montenotte), Lorenzo Malvezzi (Genova), Mauro Pinzone (Albenga – SV), Franco Rapillo (Torino) Cosimo Morleo (Torino), Stefano Marelli (Tortona) e la neo vincitrice assoluta Agnese Valle.
L’evento, che si è svolto sabato 21 luglio a Cairo Montenotte presso il teatro “Osvaldo Chebello” rende omaggio a Mario Panseri, nato a Roma ma cairese d’adozione, con l’intento di offrire una ribalta agli artieri della forma canzone promulgando la semplicità, l’umiltà e il grande valore della musica che ha sempre contraddistinto l’indimenticabile cantautore.
La serata è stata condotta dall’attore, autore e socio storico del Club Tenco Daniele Lucca, con interventi della giornalista Lucia Marchiò, consulente artistico del Premio a fianco della famiglia Panseri.
Il Premio Panseri è sostenuto dal contributo del Comune di Cairo Montenotte col contributo della Fondazione De Mari. i Trofei 1° 2° e 3° classificato sono oggetti artistici realizzati appositamente per il Premio dal Maestro Raffaele Bormioli di Altare.

“Sono orgogliosa di avere Morgan Marco Castoldi padrino e ospite d’onore al Premio che porta il nome di mio padre”, commenta la figlia Floriana. “Un onore personale, in quanto scelsi lui dieci anni fa come ipotetico interprete di papà. E’ uno dei migliori interpreti della canzone d’Autore vivente, un eccelso cantautore, un artista e un genio. Questo è un successo personale del cuore, Mario Panseri ne é orgoglioso. Per me è un sogno diventato realtà: era il 2008 quando presi un treno, direzione Monza, con un libricino pieno delle canzoni di papà, per incontrare Morgan. Solo un’anima pura e sensibile come la sua poteva interpretare le canzoni di mio padre, mettendoci tanto sentimento e poesia. Dunque lo ringrazio, il mio cuore sorride e sicuramente anche quello di papà, perché come diceva lui, “Chi ama la musica ama sognare e un sogno non ha età”.
Già nel giugno 2004 sempre a Cairo Montenotte avvenne il primo tributo a Mario Panseri denominato “Ma dove vanno a finire i sogni della gente come noi”, per ricordare i diversi momenti della carriera artistica del cantautore prematuramente scomparso: sul palco, diversi amici tra cui Roberto Vecchioni che ricordò l’amico Mario regalando aneddoti e alcune delle sue storiche canzoni.

Sincero e disarmante poeta idealista dai nobili sogni asserviti alla canzone d’autore, la cui forma artistica ebbe origine dal jazz e dai classici, Mario Panseri – faccia simpatica, occhi scuri penetranti un poco mascherati dai folti capelli arruffati e da quei baffi paciosi – aveva due grandi passioni, la musica e il mare. Venne a mancare improvvisamente il 28 dicembre 1995 a soli 50 anni. Di lui rimangono tre begli album: il primo, omonimo, del 1970; ‘Adolescenza’ del 1973 prodotto da Vincenzo Micocci ispirato dal romanzo ‘Agostino’ di Alberto Moravia, che collaborò con lui alla stesura di questo, infine “Sulla spiaggia d’inverno” del ’78, un nugolo di 45 giri tra i quali le splendide “Ci siamo lasciati così” e “Oggi, ieri, domani, dopodomani” più alcuni inediti e provini come “Sono solo una bambina” e “Come un sasso in mare”, cantate da una allora giovanissima Fiorella Mannoia, nel 1970.

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2018-08-22T11:54:49+00:00 26 luglio 2018|ARCHIVIO PUBBLICAZIONI|

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